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I consigli degli esperti: I denti vanno lavati così

Studio Dentistico d'Argenio - Avellino Pubblicato il 12/08/2026 2 views
I consigli degli esperti: I denti vanno lavati così

Gli esperti non hanno dubbi: 9 italiani su 10 lavano i denti in modo sbagliato.

Gli esperti non hanno dubbi: 9 italiani su 10 lavano i denti in modo sbagliato.

Infatti per farlo dovreste usare il filo interdentale, spazzolino, dentifricio al fluoro e colluttorio. Il Messaggero riporta uno studio che dà consigli su quale sia il modo corretto per lavare i denti. Innanzitutto lavare sempre i denti dopo i pasti usando uno spazzolino con alcune caratteristiche. Poi bisogna spazzolare per tre minuti con movimenti che vanno dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e in senso opposto per quella inferiore.

Lo spazzolino deve essere sostituito con regolarità. Ogni tre mesi va cambiato. Lo spazzolino deve avere setole in nylon didurezza media. Spazzolini troppo rigidi non sono efficaci e possono danneggiare smalto e gengive. Poi i dentisti raccomandano di tenere lo spazzolino all’aria aperta per evitare la presenza di batteri attratti dall’umidità. Prima di andare a letto è sempre buona abitudine passare il filo interdentale.

L’associazione tra fumo e malattia parodontale è nota da tempo. I primi resoconti nella letteratura scientifica specialistica comparvero addirittura alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso e in pochi decenni hanno trovato conferma in studi epidemiologici di larga scala.
Oggi il fumo viene considerato il fattore di rischio parodontale modificabile più importante dopo la placca batterica.
La perturbazione del microbiota orale, la soppressione delle reazioni immunitarie locali, l’azione proinfiammatoria, la vasocostrizione e l’alterazione del metabolismo e dei processi riparativi tessutali sono i principali meccanismi attraverso i quali la nicotina e altre sostanze derivate dalla combustione del tabacco determinano le modificazioni flogistiche e degenerative tipiche della parodontopatia cronica: recessione gengivale, perdita di attacco connettivale, formazione di tasche parodontali profonde, coinvolgimento delle forcazioni, riassorbimento alveolare, fino alla mobilizzazione ed eventualmente alla perdita precoce degli elementi dentari interessati.

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